S. Urbano - Teca in cristallo
Realizzazione della teca a protezione dei reperti archeologici
Il contesto
L’area su cui insiste il Complesso Immobiliare oggetto di opere di Restauro Conservativo si trova all’interno del Parco Archeologico dell’Appia Antica e probabilmente sorge sui resti di un tempio dedicato a Cerere e Faustina (poi in epoca altomedievale trasformato nella chiesa di S. Urbano), eretto da Erode Attico nella sua proprietà.
I recenti studi e le campagne di indagini portate avanti dal nostro studio con la collaborazione del dott. Archeologo Davide Mancini (Kleos s.r.l.s servizi per l’archeologia) su richiesta della Soprintendenza Statale, hanno fatto ipotizzare che i resti rinvenuti facessero parte del tempio suddetto. L’area ricade infatti in corrispondenza del recinto sacro, presumibilmente il porticato che circondava il tempio.
Oltre a resti di murature di epoca romana caratterizzate da un paramento in opera reticolata di ottima fattura e murature in opera listata parzialmente intonacate, nell’area di scavo è stata rinvenuta una calcara di epoca medievale, molto probabilmente utilizzata per trasformare in calce l’enormità di materiali pregiati (soprattutto marmi) che si trovavano nelle vicinanze.
Al termine degli scavi, in concerto con la Soprintendenza, si è deciso di lasciare a vista parte dei reperti rinvenuti, avendo già la zona una connotazione di interesse archeologico particolarmente importante.
L’intervento
L’intervento ha riguardato la realizzazione di una teca in cristallo per consentire la visibilità e nel contempo la protezione dagli agenti atmosferici dei “reperti archeologici” rinvenuti durante le operazioni di scavo per le opere di Restauro Conservativo del Complesso Immobiliare.
Nello specifico il progetto ha previsto la realizzazione di una struttura in acciaio per l’alloggiamento di lastre in cristallo temperato antisfondamento e muretti di contenimento in tufo.
All’interno della teca sono state inserite lampade germicide a raggi UV ed un sistema di ventilazione per permettere una costante areazione dei reperti.
La diversa cromia e posa della pavimentazione in basalto hanno permesso inoltre di lasciare una “traccia” dei ritrovamenti archeologici che non è stato possibile lasciare a vista.
Luogo: Roma, Caffarella