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Villa Cavalletti

Restauro e risanamento conservativo delle facciate della Villa storica

Villa Cavalletti

Restauro e risanamento conservativo delle facciate della Villa storica


La storia
Le origini di villa Cavalletti risalgono molto probabilmente alla seconda metà del secolo XVI.
Il primo proprietario risulta essere il Cardinale Bartolomeo Cesi che nel 1593 comprò una villa “seum vinea cum domuncula” detta Pedica.
Nel 1596 il Cardinale vendette detta proprietà al marchese Ermete Cavalletti ed essa rimase alla sua discendenza fino al XX secolo.
Il nuovo proprietario ampliò la costruzione cinquecentesca, come si evince dall’Inventario dei beni di Ermete Cavalletti dove vengono spesi ben 2000 scudi per la villa della Pedica.

La Villa, avente una planimetria irregolare, originariamente era costituita da una casa ad unico livello assai rustica ma molto curata negli arredi, come attestano le decine di quadri che vi erano conservati e come si si evince dagli studi effettuati da Maria Barbara Guerrieri Borsoi nel suo saggio ”I Cavalletti e i Rossi nel territorio Tuscolano: Villa Cavalletti e Santa Maria di Capocroce a Frascati” pubblicato dalla rivista dell’Istituto Nazionale di Studi Romani.

Nel corso del secolo XVIII i Cavalletti, su progetto dell’Architetto Gabriele Valvassoni (1683-1761) ampliarono la villa, con un corpo a pianta rettangolare. La facciata, articolata sempre su tre piani, è caratterizzata da un’impostazione tardo barocca costituita da cinque finestre sul lato lungo e tre sui lati corti. Tutte le finestre del piano nobile sono riccamente decorate mentre gli angoli sono caratterizzati da cantonali a bugnato piatto. L’edificio termina con un semplice cornicione che corre tutto intorno al suo perimetro.

L’ intervento
L’intervento ha riguardato il restauro e il risanamento conservativo delle facciate della Villa storica.
Preventivamente sono state eseguite analisi stratigrafiche per individuare la presenza delle colorazioni originali ancora presenti sulle facciate e la natura dei materiali tradizionali impiegati nella preparazione delle malte e degli intonaci.
Sono stati restaurati tutti gli elementi architettonici originali caratterizzanti la facciata come cornicioni, marcapiano, parapetti, bugnati, basamenti e zoccolature in materiali lapidei, persiane in legno, portoni in legno e ferro.
E’ stato eseguito il restauro delle decorazioni architettoniche originali quali fregi, cornici, stipiti, e il ripristino in caso di elementi decorativi danneggiati.
Tutte le tecniche ed i materiali impiegati negli interventi di manutenzione, conservazione e restauro delle superfici esterne, hanno garantito  il rispetto e la conservazione della cultura edilizia.

Luogo: Grottaferrata (RM)